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Dopo qualche mese, oggi ho nuovamente varcato la soglia di una chiesa non per turismo, ma durante una funzione. L'occasione era la prima comunione di una delle mie splendide pro-cuginette.
Sarà pur vero che i banchi e i corridoi erano strapieni di gente che non partecipavano ad una messa da quando questa era in latino, venuti lì solo in quanto parenti o amici dei comunicandi, ma ho trovato la situazione piuttosto deprimente. Se devon esser questi gli alfieri della crociata ratzingeriana antiaborto e antidivorzio suma bin ciapà...
Mentre il prete sproloquiava di morte e sofferenza in un' interminabile omelia di 18 minuti mi son permesso di notare che:
- in occasioni importanti come queste, le chiese sono sempre stipate all'inverosimile con centinaia di uomini accalcati tra i banchi e pigiati lungo le vie di fuga. Il tutto con un aerazione praticamente inesistente. Questo è un segno che per la chiesa esiste una dispensa anche per quanto riguarda le norme di sicurezza.
- adesso va di moda masticare chewingum in chiesa tenendo le mani in tasca. Se avessi provato a comportarmi similmente quando ero ragazzino, mia madre mi avrebbe fatto sputare la gomma a furor di sganassoni sulla nuca e la domenica successiva le mani, invece che in tasca, le avrei avute appese al collo, rotte. Notare che questo comportamento l'ho visto tenere non da ragazzini, ma da uomini dai 35 anni in su!
- provare a voltarsi durante la recita del Credo: almeno la metà dei presenti era a bocca chiusa, ben pochi che lo conoscessero. Eppure si tratta in pratica di un contratto verbale che ogni domenica il credente stipula col suo dio (o il suo vescovo). E' l'equivalente di firmare un contratto in bianco! Ma se già è difficile ricordarlo, figuriamoci capirlo: chissà quanti saprebbero interpretare questi versi:
Dio vero da Dio vero, generato, non creato, della stessa sostanza del Padre
Nel loro ultimo album gli Elio e le Storie Tese invitano a cercare su internet che fine facciano le tonsille che quasi tutti si fanno asportare prima dei vent'anni.
Perchè non lo fate?...Ho finito di leggere il romanzo solo per scoprire il nome dell' assassino. La Oggero sa costruire trame gialle intriganti, ma ruotano attorno a personaggi poco convincenti, a partire dalla protagonista, Camilla Baudino.
La famiglia della protagonista e il suo amante (solo platonico, mi raccomando!) suonano falsi e sembrano uno scarto di una sceneggiatura di Muccino.
Per di più, la Oggero si avventura in alcuni capitoletti di introspezione psicologica: i pensieri dei protagonisti, narrati in prima persona rallentano il ritmo e sono assolutamente inutili per la comprensione degli avvenimenti.
Prima un trattamento di lusso all' Hafa Hammam, comprendente sauna (bella, ma penso sarebbe stato più rilassante trascorrere più tempo tra tepidarium e calidarium, anche se 45 minuti non sono pochi), gommage (in piemontese traducibile con "sgurage", benefico per chi ha la pellaccia dura), docce emozionali (meno new age di quanto pensassi, euforizzante la doccia agli olii di menta), idromassaggio (sempre apprezzato) e massaggio all'olio di Argan (quasi paradisiaco, sarebbe stato migliorabile solo se me lo avesse fatto la bellezza marocchina che invece ha preso in cura Honey). Per ragioni di portafogilo io ho saltato il massaggio professionale di 50 minuti che invece era compreso nel "Percorso Marrakech" che regalai a Natale a Honey.
Quel che resta è la sensualità non volgare dell'ambiente, che rimuove ogni senso di colpa per aver cercato il relax più puro.
Successivamente, passaggio alla risotteria Oryza. Ottimo il rapposto qualità prezzo (83 € in 4, compresa una bottiglia di vino), ma mi è rimasta un poco la sensazione che sia mancato il sapore di eccezionalità alla serata: in fondo, in Italia, siamo abituati a considerare il riso un piatto meno nobile e questa sensazione deve avermi condizionato. Eppure il buffet degli antipasti era sfizioso e la panissa veramente buona.
Nel tentativo strenuo di difendere il costoso e inutile aeroporto di Gravellona Toce (noto ai più col nome di Malpensa 2000), questa sera ad Anno Zero, il presidente della regione Lombardia, Formigoni, si è inerpicato in acrobazie logiche che hanno prodotto, tra le altre, due frasi memorabili. La prima è un contro-inno al libero mercato, dogma economico del partito che rappresenta (PdL):
Le compagnie aeree non hanno lo scopo di genereare profitti
E Alitalia, in tal senso, è un'azienda modello: ha 1,3 miliardi di euro di debiti certificati. Quel che non si capisce è il motivo che li spinge a chiedere soldi ai passeggeri per il biglietto, visto che sono un ente "benefico" (secondo Formigoni).
La seconda invece è un capolavoro di ridicolo terrorismo demagogia:
Se Alitalia se ne va da Malpensa, come fanno gli italiani ad andare all'estero, a remi?
Come se non esistessero altre compagnie aeree, molte delle quali più economiche ed affidabili, che collegano l'Italia col resto del mondo.
Il problema è che l'areoporto di Gravellona Toce (NO), non sarebbe mai dovuto nascere. Per soddisfare interessi politici è stata propagandata la bugia dell'areoporto di due città (Torino e Milano), ma la realtà ha dimostrato che non serve a nessuno. I milanesi preferiscono partire da Linate e i Torinesi dall'indecentemente trascurato areoporto di caselle piuttosto che sobbarcarsi ore di viaggio su un'autostrada che è tutto un cantiere.
Adesso i leghisti preferiscono trasformarsi in sanguisughe peggiori della Roma ladrona che tanto osteggiano, piuttosto che ammettere il fallimento delle loro politiche da grandeur padani.
Alle 7 e 20 di mattina non mi si può fare la "domanda bastarda senza risposta utile". Non sono ancora pronto!
Honey: Mi si stanno allargando i fianchi!
Io: Ma no, non è vero.
Honey: Sono sempre stati così larghi???
Il blog non è morto. Tutt'altro. Succede che non riesco più ad organizzare i pensieri, che sono troppi. Per esempio volevo scrivere l'altro giorno di come avessimo organizzato per un weekend a Lerici, ma poi il tempo fosse così butto e triste che abbiamo deciso di ritornare a casa dopo aver cenato a base di pesce a Nervi.
Ah, sto anche cercando un alloggio in affitto. Sarà per questo che ho meno tempo libero a disposizione? Cercherò di riportare le novità.
Una discesa dalla pista olimpica di bob di Cesana Pariol.
1430 metri in 1'01"83 (miglior manche olimpica 54"80) - velocità massima 123 km/h.
Si fa in fretta a dire "è come le montagne russe"! Si, ma moltiplicato per 10!
L'obiettivo principale di questo mercato era una punta in grado di rivitailizzare un attacco asfittico. Sembra facile dare la colpa agli attaccanti quando la squadra segna pochi gol, ma nel caso del Torino non si può non sottolineare come siano stati realizzati soltanto 17 gol e, di questi, solo 5 da parte degli attaccanti (se consideriamo Rosina un centrocampista). Inoltre l'infermeria granata è visitata con troppa frequenza da Stellone, Ventola e Recoba: i loro guai muscolari ne stanno compromettendo il resto della loro carriera. Rimangono di Michele, che non è di per sè una prima punta e quest'anno è in crisi nera, Bjelanovic che si impegna ed è alto ma fa già fatica a non inciamparsi da solo, e il giovanissimo Malonga. Per di più, i granata non giocano neppure tanto male a centrocampo, le occasioni si creano, ma, statistiche alla mano, due tiri su tre vengono spediti in curva dagli avanti.
Una squadra che ormai lotta per la salvezza, deve avere qualcuno là davanti che si aggrappa con rabbia ad ogni chances. E' meglio un gol sporco colto in una mischia furibonda che cento cross eleganti. Il Torino finora non aveva attaccanti forti e continuerà a non averne fino a fine anno.
In compenso la squadra granata si è rafforzato sulle fascie con DIana ma si sono creati malumori dal momento che i dirigenti (Antonelli o la persona stessa di Cairo?) hanno cercato di svendere Comotto, capitano e uno dei migliori della squadra, per raggranellare qualche spicciolo.
VOTO: 5+
OBIETTIVI: ritoccata al ribasso la previsione di Settembre. Ora si punta a una salvezza sofferta.
Al 68' minuto della partita Torino-Lazio, il giocatore Paolo Zanetti. granata, è caduto sul prato tenendosi il volto tra le mani dopo un contrasto apparentemente lieve con Alessandro Bianchi. Il giocatore del Toro, prima di cadere ha ancora avuto il tempo di guardare dove sarebbe finita la palla e poi, sinceratosi che fosse in possesso di un compgano, è stramazzato.
In un contesto normale, si sarebbe temuto per la salute del ventiquattrenne calciatore. Presumbilmente un problema al sistema cardiovascolare: ictus o collasso. Ma siccome era una partita di calcio, è probile che abbia simulato. L'arbitro, Rizzoli, ha creduto alle presunte ragioni del torinista e ha ammonito il giocatore Bianchi per la seconda volta: espulso!
Sono d'accordo con Zanetti. Ha fatto bene! Viva i furbi!
Se Mastella ha avuto la possibilità di affossare il governo Prodi, è perchè 534.553 italiani lo hanno espressamente votato (hanno votato UDEUR che è lo stesso che dire Mastella) alle elezioni politiche del 2006.
Mezzo milione di persone... possibile che siano stati tutti assunti da lui in qualche struttura sanitaria campana?
Alla fine non è stato un insuccesso. Ieri sera è andata in scena la prima (e forse non "ultima") della nostra commedia maledetta. Più che una rappresentazione, un esorcismo, per darci anche la forza di "passare oltre" e incominciare un nuovo lavoro.
Temevamo seriamente di bloccarci sul palco tanto da dover richiedere l'intervento palese di un suggeritore, ma invece le battute sono filate via abbastanza liscie: unico intoppo evidente, l'effetto della sirena della polizia che si è inceppato e ci ha lasciato qualche secondo impacciati. Temevamo di non riuscire a far ridere nessuno, pur mettendo in scena una commedia, ma invece, da dietro le quinte ho contato almeno 6 risate, ben 2 di più di quelle suscitate dal film di Banfi.
Della mia prestazione, sono soddisfatto di non aver fatto errori "tecnici", ma, d'altro canto, mi sento a metà strada tra l'essere un attore e il rimanere un improvvisatore. Dal momento che delle nostre messe in scena non facciamo (se non raramente) repliche, le poche volte che salgo sul palco, spendo tutta la tensione della "prima" nel cercare le energie giuste e nello sforzo di non dimenticare le battute. Faccio fatica, se non nel finale di battuta, a tenere sotto controllo la dizione, il tono e la postura verso il pubblico: ciò che mi farebbe fare quel piccolo salto di qualità che forse è ora di fare dopo 3 anni
.Da ieri, finalmente, l'Italia è una democrazia.
Un centinaio di studenti hanno sfatato un tabù, contestando il papa. Hanno dimostrato che la libertà di espressione e di associazione sono sancite nelle costituzioni più evolute, come la nostra.
Benedetto XVI, pavido teocrata di un paese in cui la censura, anche del solo pensiero, è legge, ha scelto di sua iniziativa a riunciare al discorso di apertura dell' Università, offendendo, tra l'altro, le forze dell'ordine dello Stato Italiano, che lo ospita e lo finanzia profumatamente.
Non è stata un'astuta tattica per passare da martire (ma i Martiri Cristiani sono ben altra cosa!). Non è stato un calcolo preciso per portare allo scontro la fazione laica e quella religiosa del nostro paese, a meno che non creda veramente che i cattolici italiani, blandamente fedeli, siano veramente disposti a sacrificarsi ad una battaglia teologica di lungo corso.
E' vero, si è guadagnato la ribalta delle cronache per qualche giorno o, forse, qualche mese, ha ricevuto qualche opportunistico attestato di stima, ma ha aumentato l'insofferenza della base cattolica, che con fatica e umiltà mantiene i contatti con la società civile. E' un papa alla Berlusconi, che riempie le bocche, ma svuota i cuori.
Nel finale, il solito rigore di del Piero
(Gr2, edizione delle 7.30, Rai)
Ieri sera un simpatico ladro mi ha "aperto" la macchina e... non mi ha rubato nulla!
Non penso sia stato disturbato da alcun passante, perchè ha avuto tutto il tempo per aprirmi e svuotarmi tutti i cassetti portaoggetti (tranne quello nascosto) e anche due valigette di tela nei sedili posteriori. Sono rimasto stupito dal constatare che, nonostante gli siano capitati sicuramente tra le mani, il ladro abbia snobbato sia il lettore mp3 (brutto ma perfettamente funzionante dopo 2 anni), il frontalino dell'autoradio e le catene da neve nel bagagliaio.
Paradossalmente, mentre ero al tavolo della pizzeria, mi son ricordato di aver sbadatamente lasciato il frontalino in auto, ma ho pensato: è la prima volta in 5 anni, sarò mica così sfigato che mi scassinano la macchina proprio oggi? E invece, sono stato davvero così sfortunato, ma, al contempo, si può dire che sono stato doppiamente fortunato. Ancora adesso mi chiedo cosa cercasse il topo d'auto: immagino che al giorno d'oggi le autoradio non "vadano più" al mercato nero, probabilmente il popolo italico cerca cellulari o navigatori satellitari a prezzi "di saldo".